(di Mirko De Frassine) – Il mondo dei giovani si muove in una direzione alquanto difficile! Studi recenti hanno dimostrato che l’11% di chi ha tra i 25 e i 40 anni soffre di almeno 2 patologie croniche autoimmuni (114° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna).  Intanto scoppia la battaglia contro lo slang troppo diffuso tra i ragazzi in tutto il mondo. Perfino in Inghilterra sono state ‘bannate’ (censurate) parole come ‘coz’ usato al posto di because o ‘basically’ (fondamentalmente) usato troppo come incipit di qualunque frase. Anche in Italia lo slang derivante dal linguaggio utilizzato in chat sta spopolando causando non pochi disturbi all’utilizzo della lingua corretta. Basti pensare alla storpiatura della ‘ch’ con la ‘k’ che ora viene addirittura usata per sostituire inspiegabilmente la stessa lettera ‘c’ o ai tanti termini di ultima generazione.

In Gran Bretagna sono addirittura stati affissi cartelli rossi che vietano l’utilizzo di alcune parole imputate di aver portato tra i giovani un linguaggio troppo informale. Reazioni? Beh! I ragazzi si sono scatenati contro l’istituto in questione  (Harris Academy).

In questa situazione i giovani italiani vengono accusati di essere troppo poco internazionali rispetto ai coetanei europei. Ultime posizioni dunque nell’apertura all’estero: meglio spagnoli, polacchi, tedeschi etc. Dati presentati dall’ Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole http://www.scuoleinternazionali.org/_files/uploads/rapporto_2013_def_260913.pdf

Quello che balza agli occhi è che in Italia soltanto 1 scuola su 2 attiva almeno un’iniziativa per portare all’estero i ragazzi mentre, ad esempio, la Germania vanta il 93% delle scuole che attuano questo percorso. Oltre alla scuola fattore importante è anche il tempo speso in casa e nell’utilizzo dei mass media. Basti pensare a come i ragazzi fuori il nostro Paese siano abituati fin da piccoli a guardare film e cartoni animati in lingua originale (inglese) sottotitolata favorendo l’acquisizione della lingua già in età prescolare.

D’altro canto dati interessanti arrivano dal mondo delle Start up che vedono oltre 100 mila imprese nata nel 2013 con alla guida giovani con meno di 35 anni. Un dato sorprendente che lascia intuire quanto i giovani del nostro Paese abbiano necessità e grandi qualità nel sapersi muovere nel mercato imprenditoriale. Senza dimenticare che molte imprese vengono aperte all’estero per evitare la burocrazia tipica dell’Italia.

Dove sono state aperte più della metà delle nuove imprese? Al Sud! I settori? Commercio, costruzioni, ristorazione.

Intanto, interessante una parte del Decreto lavoro che vede l’incentivo per l’assunzione di giovani Under 30: Requisiti?

– Non lavorare da 6 mesi;

– Avere dai 18 ai 30 anni non compiuti (stessa scadenza dell’apprendistato professionalizzante);

– Incentivo dato alle imprese fino a 650 euro sul mensile, per contratto a tempo indeterminato (anche part time)

– In caso di assunzione a tempo indeterminato l’incentivo spetta per 18 mesi; In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine l’incentivo spetta per 12 mesi.

In Lombardia questo incentivo ha visto il tutto esaurito!