(di Mirko De Frassine) – Nel ’29 ricordo il crollo della borsa di Wall Street e il tracollo dell’economia mondiale. Gli spunti e le risorse che arrivarono dopo furono molto incoraggianti e presupponevano un’asticella più alta nella realizzazione di apparati tecnologici ma allo stesso tempo inquinanti! Certo, le malattie prima uccidevano le persone ma il crescente aumento di forme tumorali oggi è incredibile! Penso alla scoperta delle ragazzine di scuola circa la pericolosità del WiFi..mi viene da sorridere se penso che nel 2014 dopo la larga diffusione nel globo di tale tecnologia se ne scoprono possibili effetti negativi con un po’ di semini ed in piena pubertà! Ricordo di un articolo di un giornale che leggevo in un bar sui vari progetti governativi e lo sviluppo di tecnologie e propagazione di onde attraverso strati dell’atmosfera che spiegherebbero scie chimiche e quant’altro! Si parla degli anni ’50 se non prima! Ah! Una delle cose di cui mi rammarico è la mancata partecipazione al progetto Google che nasceva una decina di anni fa dall’idea di Larry e Sergey. Se avessi avuto quel milione di dollari per comprarla quando stavano cercando in tutti i modi di venderla a Yahoo ed Altavista! Uff! Lasciamo stare e torniamo a quello che ho letto oggi: si parla di Green economy! Spettacolare l’uso di queste parole quando si sente ancora parlare di attivazione di inceneritori, di misteriose nevicate di neve mista a uranio impoverito e DDT in tutta europa, della nostra beneamata Ilva, della terra dei fuochi etc.

Green Economy forse è il termine giusto per Paesi come Brasile, Irlanda o la stessa Inghilterra che spesso sui giornali risalta le genialità come i giardini verticali di Londra o i ristoranti vegetariani e così via! E tutti i progetti di vestiti ecologici? Le maglie usa e getta di Wear & Toss e tante altre brillanti idee di cui si sono perse le tracce? Che importa! Green Economy è una battaglia che si porta avanti come un piccolo borgo luccicante in un oceano di strade lastricate di sabbia. Perché battersi veramente per un’economia di questo tipo vorrebbe dire ripetere privazione e dimostrazioni di credere in ideali come fecero in tempi immemori personaggi come Socrate o Catone o il mio beneamato Giordano Bruno che si fece bruciare. Ma oggi sono importanti le parole e le sigle usate per etichettare modi, consumi, direzioni. Il meccanismo è quello del buon vecchio Paneroni, che condannava l’innata capacità dell’uomo di cambiare opinione per convenienza! “LA TERRA NON GIRA, O BESTIE” diceva! E per dimostrare come fosse il sole a girare intorno alla Terra, montava la ruota sul suo trespolo, ci legava sopra un secchio pieno d’acqua, e la faceva girare finché l’acqua si rovesciava lasciando di stucco tutti per la sua satirica semplicità!
Si parla tanto di Green New Deal! Affascinante l’uso delle parole che riecheggiano periodi storici non indifferenti quando Franklin D. Roosevelt, dopo il giovedì nero del ’29, proclamò questo atto per risollevare non solo il Pese ma il mondo da una certa involuzione per spingerlo una marcia in avanti! Certo mi chiedo come sia possibile che nei corsi e ricorsi storici si debba sempre trovare un modo di risollevarsi o di guarire qualcosa!
E’ arrivata la seconda edizione del Rapporto sulla Green Economy 2013 con i resoconti europei e le prospettive anche per l’Italia dove le città, si dice, dovranno essere le prime promotrici di questo cambiamento.
Mi viene difficile pensare in un momento come questo, dove la crisi non è soltanto economica ma soprattutto mentale, come si possa unire le persone di ogni dove in un pensiero tipo ‘salviamo il mondo’! Dopo il celebre discorso della ragazzina che zittì il mondo intero nel lontano 1992 non mi sembra ci siano stati eclatanti cambiamenti se non doverose prese di posizione per incombenti calamità! Ultimamente ho ritrovato anche un articolo in cui viene fuori la corruzione presente nella Green Economy stessa con milioni di euro diciamo ‘perduti’!

Gente io vi lascio per riposare ma vi ricordo di dare il peso giusto alle parole come sempre faccio nei miei articoli! Attenzione a false profezie e parole maestose perché anche  ‘chi troppo si agita per fare il bene, non trova più il tempo di essere buono’ (R. Tagore)