(di Mirko De Frassine) – Abbiamo intervistato due grandi personaggi del mondo dei fumetti: Luciano Gatto e Carlo Panaro.
Lavorano da anni per la Disney (ora Panini) e hanno creato vari personaggi e storie incredibili in cerca di editore.

Luciano e Carlo ci hanno portato nel mondo dei fumetti ricordandoci come un Paese, quale quello italiano, non debba perdere il fascino di artisti e di storie capaci di far sognare tutte le generazioni.

Perché avete deciso di intraprendere questo percorso e quanto è stato difficile all’ inizio?

Luciano: Alla fine dell’anno 2007 la Disney Italia decise di adoperare le molte storie giacenti, più di novemila pagine, perciò lo spazio per nuove produzioni venne drasticamente ridotto.  Avendo molto più tempo a disposizione, nel 2008 mi furono commissionate solo due storie,  non volendo stare con le mani in mano decisi di produrre qualcosa di nuovo: Nuove serie con nuovi personaggi da presentare a Editori che ne fossero interessati.

Lanciai un appello ai colleghi, rimasti con pochi o senza incarichi, ma il solo che lo accolse fu Carlo Panaro e insieme abbiamo intrapreso la realizzazione di questa idea arrivando, confrontandoci e unendo il nostro gusto,  all’impostazione base di sei serie.

Non abbiamo avuto problemi nell’unificare la direttrice da seguire, le nostre idee si sono mostrate da subito combacianti, anche se c’è stato il bisogno di confrontarle, limando di volta in volta quello che stava  uscendo dalla nostra collaborazione per arrivare a un risultato che soddisfacesse quanto pensato come meta.

Come fai a pensare ai personaggi che disegni? Cosa ti ispira nella creazione? Nei personaggi c’è qualcosa che racconti della tua vita?

Luciano: – Dopo tanti anni spaziati nel campo del Fumetto Comico quello che disegno esce naturalmente dalla mia matita, seguendo il mio gusto nella realizzazione dei personaggi che “vedo” i più semplici, puliti, immediati ma anche complessi e graficamente ben caratterizzati essendo prevalentemente rivolti ai lettori di otto/dieci anni (e oltre), cioè non abbozzati/semplificati per i lettori più piccoli ma graditi anche da loro.

Vedendo i “MI PIACE” che continuano a crescere nel la pagina di Facebook  che li pubblicizza, soprattutto dai frequentatori  per oltre il 70% di genere FEMMINILE ( penso li ritengano, da insegnanti e da mamme, adatti ai loro bambini), credo, non essendo ancora presenti le storie realizzate, di aver centrato graficamente il bersaglio.

Quale serie ti rappresenta di più?

Carlo: Le sei serie realizzate con Luciano sono molto eterogenee, ma sicuramente quelle in cui mi identifico maggiormente sono Il Mondo di Geo e Desi & Deri, forse perché entrambe, a differenza delle altre, sono nate da idee e personaggi miei, mentre le altre (Marineland, Allegro West, Visitors) sono frutto della rielaborazione di personaggi e spunti vari di Luciano Gatto. Un discorso a parte merita Amici che è interamente stata ideata e disegnata da Luciano.

Per quanto riguarda “Il Mondo di Geo”, la versatilità dei personaggi, adatti a storie di ogni genere, da quelle avventurose a quelle sportive, mi permette di spaziare con la fantasia a 360°. Basti pensare ad uno di loro, Sfettro, il goloso fantasmino sferico: è una creatura che possiede un pizzico di magia, tanto umorismo ma anche fantasia ed umanità, caratteristiche nelle quali mi ritrovo molto!

Anche Desi & Deri mi rappresenta: i protagonisti sono due ragazzini, creature fantastiche, che vivono addirittura in una casa sulle nuvole con le quali interagiscono usandole, per esempio, per i loro giochi. Si servono della loro magia per esaudire i “desideri buoni” dei bambini, ma devono fare i conti con una temibile avversaria, la perfida Delusia, che si nutre della delusione dei desideri inappagati.

 

Negli anni passati a lavorare in questo tipo di settore, cosa prenderesti da altri settori della comunicazione?

Luciano: – Accoglierei ben volentieri la possibilità di poter arrivare all’animazione di “Il mondo di Geo” , i cui personaggi sembrano adattissimi a questo genere comunicativo, qualcuno di questo campo ne aveva scorto le potenzialità ma il momento non sembra favorevole a questa intrapresa.

Pensi che il diffondersi della cultura orientale, con cartoni animati in particolare, abbia oscurato il nostro tipo di cultura in questo ambito?

Carlo: Be’, una spiccata influenza l’ha avuta, questo è innegabile! Molti appassionati di fumetti sono anche divoratori di manga… penso che si tratti soprattutto della generazione cresciuta con i cartoons giapponesi, ma ci sono anche lettori più adulti!

Anch’io, personalmente, ho avuto modo di seguire in TV, intorno ai 20 anni, numerosi cartoni del Sol levante, ma già da prima, da piccolo intendo, mi ero affezionato al fumetto umoristico, Disney e non solo: penso alle varie pubblicazioni della Bianconi come Soldino, Gatto Felix, Braccio di Ferro ecc..

Quindi non posso certo nascondere che il mio imprinting è il fumetto umoristico made in Italy, americano, per quanto riguarda i grandissimi autori Disney Barks e Gottfredson,o i favolosi Peanuts di Schultz ed, infine, francese con Asterix di Goscinny e Uderzo.

Comunque, in generale, non credo che la cultura orientale abbia oscurato la nostra, direi che, più semplicemente, l’ha affiancata…

 

Cosa diresti a un ragazzo che è bravissimo a disegnare ma che chiude il suo talento in un cassetto?

Luciano: – Chi è “bravissimo” a disegnare ha un talento che dovrebbe utilizzare, tenendolo chiuso in un cassetto non può dare i frutti e le soddisfazioni che il suo uso potrebbe portare, anche se qualche delusione potrà essere inevitabile.  Se non lo usa, scegliendo bene il campo in cui esprimerlo, vuol dire che non ne è appassionato. In quest’ultima ipotesi, viste anche le negatività che quest’attività può comportare, è meglio accantonarlo e proseguire in altre strade.

Che avresti fatto se non fossi stati un genio nel disegnare/scrivere fumetti?

Luciano: – Prima di tutto NON sono un genio ma solo una persona che ha imparato a disegnare i fumetti comici in modo sufficiente per i lettori, questo ha convinto i datori di lavoro a continuare a commissionargli delle storie per così tanti anni.

Cosa altro avrei potuto/voluto fare? Non lo so e non mi sono mai posto il problema. Ho avuto, fortunatamente, questa possibilità e non l’ho sprecata, ma nella necessità di avere un lavoro qualunque altra attività sarebbe stata ben accolta.

Carlo: Eh, i geni del fumetto, secondo me, sono altri, per esempio Barks e Gottfredson che ho citato sopra!

Sinceramente, se non avessi scritto fumetti non so proprio cosa avrei fatto! Ho cominciato a farlo fin dall’età di 7 anni, molto alla buona, per carità, in famiglia, scrivendo, disegnando e colorando giornalini a fumetti con personaggi di mia creazione che regalavo a mia sorella Patrizia.

Facevo tutto: soggetto, sceneggiatura, disegni, lettering, colore…ed ho continuato fono all’età di 20 anni circa, migliorando sempre più!

Poi, a 22 anni, ho fatto un “salto di qualità”, iniziando a collaborare come soggettista e sceneggiatore (per i disegni, purtroppo, non avevo basi adeguate) con “Topolino” trasformando la mia grande passione in una professione che porto avanti con immutato impegno ed entusiasmo!

 

Ci racconti il momento più bello della tua carriera e, perché no, della tua vita?

Luciano: – Mi dispiace, non ci sono momenti eclatanti nella mia carriera di disegnatore di Fumetti, tutto si è svolto in una linearità soddisfacente, anche se qualche picco c’è stato, però ha dato tranquillità alla mia Famiglia.

Carlo: Momenti belli? Direi magari che ho qualche piacevole ricordo come la mia prima storia pubblicata, l’incontro con il mio “mito” Romano Scarpa, alcune storie a me care che porto nel cuore. Ma il momento davvero super, nella carriera e nella vita, non è ancora arrivato: lo sto ancora aspettando…

 

Dove possiamo leggere i nuovi fumetti  e le nuove storie a cui date vita?

Carlo: I nostri personaggi, destinati ad un target di bambini dai 5 ai 10 anni, sono in cerca di editore o altro, per esempio sarebbero perfetti anche come cartoni animati (soprattutto i simpatici solidi antropomorfi della serie Il Mondo di Geo) ed ogni tipo di merchandising.

Per il momento, abbiamo realizzato un libro e quattro ebook da stampare con storie a fumetti, giochi e disegni da colorare disponibili su Lulu qui http://www.lulu.com/spotlight/elgatongrigio

Per farli conoscere al pubblico, abbiamo inoltre creato una pagina Facebook “NUOVI PERSONAGGI PER BAMBINI” https://www.facebook.com/nuovipersonaggiperbambini della cui promozione si occupa mia sorella Patrizia ed un account YouTube http://www.youtube.com/user/fumettiperbambini con tanti simpatici video.

Invitiamo tutti a visitarli!

 

Cosa pensi di tanti anni di lavoro in un mondo che oggi molti sembrano aver dimenticato ma che è indispensabile non solo per sognare ma per crescere e diffondere valori?

Luciano: – la tecnologia sta cambiando il nostro mondo con una velocità impressionante, purtroppo, e molte attività ne stanno subendo dei notevoli contraccolpi e il Fumetto, come l’abbiamo portato avanti, sembra stia scomparendo perciò dovremmo cercare la strada giusta/nuova  perché la nostra FANTASIA, i VALORI che abbiamo contribuito a divulgare e questa lettura divertente per gli appassionati possa continuare a giungere loro.

Quale potrà essere, visto che le nuove tecnologie possono essere tramite tra noi esecutori e i nostri lettori ma non stanno prendendo forza, almeno qui in Italia?  In questo momento non vedo altro mezzo che possa aiutarci in breve termine, perciò dobbiamo aspettare sperando l’on-line possa espandersi come in altri paesi per dare forza a tutta l’Editoria. Come sempre, la speranza è l’ultima a morire.

Un salutone a te, Mirko e a tutti i lettori di Dammilvia da Carlo Panaro e Luciano Gatto!