Simone Manieri, giovane collaboratore di Dammilvia, interpreta l’autore M.Kundera e il suo romanzo ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’

 

Simone ci parli di questo libro, L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera?

L’insostenibile leggerezza dell’essere! Un titolo, un libro e una frase che oggi sembrano trovare difficilmente posto nel palcoscenico sociale sempre più avulso da tormenti inutili e troppo inconsapevolmente lontani dalla vera vita. Milan Kundera ha visto la luce nel 1929 e questo capolavoro ha rubato il cuore di migliaia di lettori, compreso il mio. Sfogliando le pagine del romanzo sembra di partire per un cammino verso un’evoluzione spirituale tra storie d’amore travagliate, come quella tra i protagonisti, Tomas e Tereza, e l’amore di quest’ultima per il cane Karenin. I riferimenti al filosofo Nietszche e il binomio amore sesso sono il nero e il bianco che costantemente si sfidano testimoniando come l’amore stesso esista per un solo rapporto. Verso la fine del romanzo è fantastica la riflessione sul rapporto essere umano-animale: l’autore, citando ancora Nietzsche, si scaglia contro gli esseri umani e il loro innato senso di imposizione e dominio.

Una citazione importante del romanzo?

“Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo.”
Riprendo questa citazione del romanzo inerente gli animali, creature viventi e senza cattiveria, che vengono sfruttati dall’uomo come merce di guadagno per dire che non bisogna nascondersi più dietro l’esistenza di un Dio che avrebbe affidato agli uomini il dominio sulle altre creature!

Un tema attuale del libro è la violenza sulle persone indifese. Cosa ne pensi?

Kundera, in modo molto intelligente, afferma: “La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza.”

Perché nel 2013, a distanza di quasi 30 anni dalla sua pubblicazione, si deve leggere ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’?

Semplice! Il romanzo è un’opera filosofica che invita a riflettere su tematiche attuali quali la violenza, le emozioni, i rapporti tra le persone e la definizione delle cose: se letto in maniera intelligente, mostra un tipo di percorso di vita semplice che forse oggi nessuno riesce più a vedere!

Concludo con una citazione di Italo Calvino: “Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.”
Cosa ne pensi di queste parole facendo un mix tra filosofia Kunderiana e la tua ancor giovane esperienza di vita? Cosa consigli ai ragazzi della tua età per affacciarsi a questo tipo di pensiero?

Che cosa è positivo, la pesantezza o la leggerezza? Questa domanda se l’era posta Parmenide nel sesto secolo avanti cristo. Egli vedeva l’intero universo diviso in coppie di opposizioni: luce-buio, spesso-sottile, caldo-freddo, essere-non essere. Uno dei poli dell’opposizione era per lui positivo, l’altro negativo: Il leggero è positivo,il pesante è negativo. A mio parere, Calvino, riprendendo la filosofia Parmenidiana, afferma che l’inizio delle relazioni sono leggere e siamo colti dall’illusione di aver fatto la scelta giusta. Una leggerezza che ad un tratto diventa insostenibile e si trasforma in pesantezza. Solo grazie alla vivacità e la mobilità dell’intelligenza possiamo sfuggire a questa condanna. Ai ragazzi della mia età consiglierei di ispirarsi a questo pensiero perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno è solamente una sostenibile leggerezza dell’essere.